Una vita per un pelo, ovverosia... è normale che i capelli cadano?

LA VITA DI UN CAPELLO

 

 

Prima fase

Un capello nasce, emerge delicatamente dal cuoio capelluto e  si allunga  di 1 centimetro al mese.

 

La sua vita dura quasi sette anni nelle donne (che potenzialmente potrebbero sfoggiare chiome lunghe fin quasi un metro) mentre la vita media del capello di noi maschietti e assai più breve: circa tre anni; cosicché anche se avremo dichiarato guerra imperitura a forbici e barbieri, non potremo offrire ai refoli del vento nulla di più se non la miseria di quaranta centimetri di pelame svolazzante.

 

 

Seconda fase

Anche se lo avremo rispettato e amato nel migliore dei modi a un certo punto il nostro capello inevitabilmente entrerà in un coma profondo. Tale fase dura all’incirca un paio di settimane.

 

 

Terza fase

Al coma – ahimè - seguirà irreparabilmente la morte: ma il nostro capello non ha cuore per abbandonarci subito; così resta attaccato alla nostra testa già bello e stecchito per altri due, tre o anche quattro mesi, poi finalmente cade, si  adagia sul nostro cuscino o sul lavandino quando ci pettiniamo oppure dopo uno shampoo con altri tre, cinque, dieci sfortunati compagni, causandoci quello che potremmo definire il primo dolore del nuovo giorno.

 

 

Ma niente paura: è normale che i capelli cadano.

 

Crescita, coma e morte rappresentano grosso modo le tre fasi del ciclo di un capello (a proposito, è consigliabile solo per i masochisti l’uso dei termini scientifici corretti: anagen, catagen e telogen).

 

Cosicché la caduta dei capelli è un evento assolutamente normale.

 

L’importante è che tutti i capelli che cadono vengano sostituiti e che i nuovi nati abbiano qualità e calibro non inferiore a quelle dei loro predecessori.

 

Questo purtroppo non succede nell’alopecia androgenetica che è la forma di calvizie più comune tanto negli uomini quanto nelle donne: i capelli vengono sostituiti con altri sempre più sottili che crescono a stento e non soltanto muoiono prematuramente ma molto spesso non lasciano neanche eredi. Cosicché inizia quello che potremmo definire il processo di desertificazione del nostro cuoio capelluto: ogni traccia di “vegetazione” tende a scomparire dalla regione fronto-temporale e dal vertice negli uomini mentre nelle donne si assiste a una rarefazione generalizzata dei capelli che lasciano intravvedere ampie aree di cuoio capelluto mai completamente glabre.

 

 

 

E’ possibile morire con tutti i nostri capelli in testa?

 

Si, senz’altro: basta morire (molto) prematuramente.

 

Infatti uno dei più famosi chirurghi della calvizie, il turco Erdogan è solito affermare che se ci fosse consentito vivere fino a 200 anni moriremmo tutti, uomini e donne, completamente calvi.

 

Allora dovremmo prendere per oro colato quanto afferma quel vecchio proverbio siciliano che adesso provo a tradurre alla buona: ” Chi si innamora di capelli e denti non si innamora di niente?”

 

Non bisogna esagerare: ci sono persone che conservano per tutta la vita una capigliatura invidiabile, almeno per l’età. In tutto questo riveste una certa importanza lo stile di vita, l’alimentazione, le acconciature ma anche e soprattutto l’ereditarietà. L’alopecia androgenetica è dovuta essenzialmente a un’eccessiva presenza di diidrotestosterone che è responsabile di una fase di crescita più breve, di una caduta prematura, della nascita di capelli sempre più sottili (fenomeno della miniaturizzazione) e da ultimo della cessazione di ogni attività produttiva del follicolo pilifero.

 

Il precursore del diidrotestosterone è il testosterone, ormone prettamente maschile ma non soltanto.

 

Viene infatti prodotto in grandi quantità nei testicoli ma anche in una certa misura nelle ovaie e nel cortico-surrene.

 

Pertanto l’alopecia androgenetica colpisce seppure in diversa misura l’80% degli uomini, il 30% delle giovani donne e circa il 50% delle donne in menopausa.

 

 

Quali sono i sintomi dell’alopecia androgenetica?

 

Chi riferisce di perdere un gran quantità di capelli al giorno, di solito non è affetto da alopecia androgenetica.

 

L’alopecia androgenetica, come in una guerra di trincea,  avanza subdolamente e  a piccoli passi: il primo segno è l’assottigliamento progressivo dello stelo che tende a spezzarsi con più facilità, poi una minor brillantezza della capigliatura e una più difficile pettinabilità e tenuta della piega.

 

A questo punto si manifesta un diradamento progressivo che, come già detto, interessa a ellisse un  po’ tutte le zone centrali del cuoio capelluto nelle donne mentre negli uomini determina un arretramento della linea frontale con una stempiatura sempre più marcata e l’interessamento del vertice, la cosiddetta chierica.

 


Vero o falso?

 

E’ vero che i calvi sono più virili?

 

Falso

 

Infatti, se è vero come è vero che gli eunuchi hanno tutti, immancabilmente una folta capigliatura – a tal proposito, per smorzare sul nascere ogni facile entusiasmo tengo a precisare che la castrazione non è ancora entrata a far parte del comune armamentario terapeutico del tricologo - non è affatto vero che i calvi siano in possesso di un maggiore vigore sessuale.

 

Infatti è solo il diidrotestosterone presente nel follicolo pilifero il responsabile dell’alopecia e non la quantità totale di testosterone.

 

 

Mio nonno e mio padre sono calvi. E’ vero che sono condannato alla calvizie?

 

Falso

 

Ci sono padri completamente calvi e figli con capigliature invidiabili e viceversa. Ciò è dovuto al fatto che ogni individuo possiede due esemplari dello stesso gene provenienti uno dal padre e uno dalla madre.

 

Se il gene della calvizie è stato trasmesso solo da un genitore non è detto che la calvizie si manifesti.

 

Naturalmente il soggetto sarà più predisposto rispetto a un individuo non portatore del gene della calvizie per cui dovrebbe cominciare a curarsi alla comparsa dei primi segni.

 

 

E’ vero che la calvizie è dovuta a problemi legati al cuoio capelluto?

 

Falso

 

La ragione dell’alopecia androgenetica va ricercata nei singoli follicoli piliferi: sono i capelli ad ammalarsi, non il cuoio capelluto.

 

Infatti i capelli sani trasferiti con l’autotrapianto nelle stesse aree dove erano caduti i capelli malati, sopravvivono per tutta la vita.

 

E’ vero che la terapia chirurgica non può sostituire la terapia medica?

 

Vero

 

Noi chirurghi ci limitiamo a “spostare” i capelli sani da una zona all’altra. Non possiamo certamente aumentare il numero totale dei capelli, né rallentarne la caduta. Pertanto l’intervento chirurgico deve essere considerato semplicemente come una tappa intermedia. Se non vogliamo esaurire rapidamente le nostre riserve di capelli con trapianti ripetuti e ravvicinati  è indispensabile associare alla chirurgia un’idonea terapia medica che, se ben fatta, non solo rallenterà l’evoluzione della malattia ma permetterà la crescita di capelli di calibro maggiore e quindi meglio coprenti, e – nei casi più fortunati - la comparsa di nuovi capelli.

 

 

E’ vero come dice qualcuno che l’unica cosa che può arrestare la caduta dei capelli è… il pavimento?

 

E’ falso, naturalmente.

 

Ovviamente non esistono cure miracolose ma minoxidil, finasteride, fattori di crescita piastrinici e via dicendo non sono certamente acqua fresca. Certo non c’è un farmaco o un’associazione di farmaci che va bene per tutti. La terapia va personalizzata in base all’età, e al sesso del paziente dopo una visita accurata, se necessario con l’aiuto di esami strumentali e di laboratorio che consentano di stabilire una diagnosi di certezza sulle cause dell’alopecia.

 

 

E’ vero che la finasteride causa impotenza?
Falso

 

Alcuni studi hanno evidenziato una riduzione dell’eiaculato; molto raramente una riduzione della libido in soggetti un po’ più in là con gli anni.

 

Disturbi che del resto scompaiono rapidamente con la sospensione del trattamento.

 

Certamente non è un farmaco per le donne in età fertile (potrebbe causare anomalie fetali).

 

Ma i maschietti non dovrebbero privarsene: non soltanto perché, molto spesso, è il farmaco che funziona meglio ma anche perché ,con l’ingiusta fama che si è fatto, sarà facile nel caso che con lei per una volta qualcosa dovesse andare storto poter giustificarsi: “Scusami cara, è colpa della finasteride.”

 

 

 

TERAPIA CHIRURGICA

 

 

E’ vero che “Strip” e “FUE” sono le due metodiche di autotrapianto oggi più in uso?

 

Vero

 

La “Strip” prevede l’escissione di una sottile strisciolina di cuoio capelluto dalla regione occipitale estesa a volte fino alle regioni temporali.

 

La strisciolina verrà poi sezionata con l’aiuto di un microscopio, in tante singole unità follicolari.

 

Con la tecnica FUE invece, si prelevano direttamente le singole unità follicolari servendosi di strumenti microchirurgici.

 

 

E’ vero che dopo un autotrapianto con la tecnica “Strip” residuerà una lunga cicatrice sul cuoio capelluto?
Vero

 

Non esistono incisioni chirurgiche che non determinino una cicatrice.

 

Esistono però tecniche chirurgiche capaci di rendere queste cicatrici quasi invisibili. In ogni caso la cicatrice sarà nascosta dai capelli (anche tenuti corti).

 

Ma non bisogna esagerare: La tecnica “Strip” è poco indicata per i soggetti che amano tenere i capelli rasati: La cicatrice, specialmente dopo un secondo o un terzo intervento, non potrà certamente sfuggire a uno sguardo attento.

 

 

E’ vero che con la tecnica FUE non ci sono cicatrici?
Falso

 

Ci sono tantissime cicatrici, una per ogni follicolo estratto, ma –se la tecnica è bene eseguita- tali piccolissime cicatrici non sono visibili ad occhi nudo. Pertanto la FUE è la tecnica di elezione per i pazienti che amano portare i capelli cortissimi o addirittura rasati.

 

 

E’ vero che “Striscia “ e FUE si differenziano solo nella fase del prelievo?
Vero

 

La successiva fase, cioè l’innesto dei follicoli piliferi nelle zone riceventi si svolge infatti nel medesimo modo: il chirurgo esegue tante piccole incisioni e in quelle vengono inserite le singole unità follicolari.

 

 

E’ vero che in fase di prelievo si danneggiano più unità follicolari con la Fue rispetto alla “striscia”?
Vero

 

Naturalmente tanto più il chirurgo è abile tanto meno saranno i follicoli danneggiati nel corso dell’estrazione.                                                           Ma ovviamente un’estrazione “alla cieca” come avviene nella FUE non può essere così precisa come la dissezione al microscopio di una striscia di cuoio capelluto.

 

 

Allora è vero che l’unico vantaggio della FUE rispetto alla “Striscia” è quello di non lasciare cicatrici visibili?

 

Falso

 

Secondo me uno dei vantaggi più importanti della FUE è quello di un risultato finale estremamente naturale: molto spesso infatti il prelievo di una striscia di cuoio capelluto si limita alla regione occipitale dove i capelli hanno in genere un fusto molto più spesso dei capelli della regione anteriore. Cosicché inevitabilmente si nota la differenza tra i capelli “indigeni” e quelli trapiantati. Con la FUE possiamo invece estrarre i capelli da un’area donatrice più vasta cosicché potremo sfruttare i capelli delle regioni temporali che sono più sottili per rinfoltire l’attaccatura frontale e quelli  robusti della regione occipitale per ottenere un migliore riempimento delle regioni posteriori.

 

Ovviamente lo stesso risultato si può ottenere anche con la “striscia” ma a prezzo di una cicatrice inevitabilmente molto estesa certamente poco gradita al paziente.

 

 

Allora è sempre meglio la FUE rispetto alla “Striscia”?
Falso

 

Chi vuole avere buoni risultati nella chirurgia della calvizie deve essere in grado di eseguire correttamente entrambe le tecniche.

 

Secondo me la “striscia” a parità di personale e di equipe chirurgica  è più rapida nell’esecuzione, consente un maggior numero di impianti nell’unità di tempo e un maggior risparmio delle unità follicolari.

 

La FUE, pur consentendo (con una rasatura totale)  l’impianto anche di 3000 e più unità follicolari per seduta da il meglio di se nei piccoli interventi ripetuti.

 

Infatti, essendo decisamente meno invasiva rispetto al prelievo di una striscia, permette di lavorare in piccole sedute ravvicinate estraendo  le unità follicolari da zone sempre diverse e con piccole rasature facilmente mimetizzabili dai capelli sovrastanti. Questo tipo di trattamento è ideale soprattutto per le donne per le quali una FUE molto aggressiva comporterebbe inevitabilmente l’uso ove consentito di una parrucca.


La tua Chirurgia Estetica Minimamente Invasiva


Piazza Trento 2 - Catania

 095 447465 per appuntamento